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L’11 giugno Assocalzaturifici e le OO.SS. Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uil hanno firmato il rinnovo del CCNL 27 aprile 2017, applicabile ai lavoratori dell’industria delle calzature. La disciplina derivante dal nuovo accordo si applica nel quadriennio 2020/2023 (le modifiche introdotte dall’accordo entrano in vigore dal 1° luglio 2021, fatte salve le diverse decorrenze previste). Come prima novità si segnala la previsione di nuovi minimi retributivi dal 1° dicembre 2021, dal 1° settembre 2022 e dal 1° luglio 2023. Di seguito si riportano i nuovi valori mensili validi dal 1° dicembre 2021: liv. 8, 2.218,85 euro; liv. 7, 2.072,50 euro; liv. 6, 1.906,55 euro; liv. 5, 1.811,35 euro; liv. 4, 1.744,50 euro; liv. 3S, 1.704,15 euro; liv. 3, 1.667,25 euro; liv. 2S, 1.617,95 euro; liv. 2, 1.584 euro; liv. 1, 1.242,80 euro. Sempre in ambito economico, aumentata a 300 euro la misura dell’elemento di garanzia retributiva (EGR) spettante, ai sensi dell’art. 8 del CCNL, ai lavoratori occupati in aziende prive di contrattazione di secondo livello e che non percepiscono trattamenti ulteriori, di natura individuale o collettiva, rispetto a quelli previsti dal CCNL. In considerazione del periodo di grave crisi derivante dalla situazione pandemica in corso, le Parti hanno previsto che nelle realtà in cui si sia fatto ricorso ad ammortizzatori sociali (mobilità inclusa) o siano state avviate procedure concorsuali, azienda e RSU potranno definire la riduzione o il differimento del versamento dell’EGR. Sul piano normativo, le novità introdotte riguardano diversi istituti. In primo luogo si segnala l’intervento sull’art. 21, con l’innalzamento dal 30% al 32% (sul totale degli occupati a tempo indeterminato) del numero massimo di lavoratori che possono essere assunti con contratto a tempo determinato (al netto delle fattispecie previste dall’art. 23 del DLgs. 81/2015). Sempre in tema di contratto a termine le Parti, nel recepire la modifica normativa nel frattempo apportata all’art. 23 citato dal DL 87/2018 (conv. in L. 96/2018), che ha ridotto da 36 a 24 mesi la durata complessiva raggiungibile da più contratti a termine stipulati in successione, hanno aggiunto tra le causali che possono determinare lo sforamento di tale limite anche quella relativa ai contratti siglati nei 4 mesi annui durante i quali alla normale produzione si aggiungono le attività per la preparazione dei campionari. In tema di apprendistato, lasciando invariata in 3 anni la durata massima del rapporto, la nuova stesura dell’art. 23 del CCNL ridefinisce la sua scansione nei 3 periodi da considerare ai fini retributivi. Per i livelli 8, 7 e 6 il primo e il secondo periodo sono ora di 11 mesi (prima 10) e il terzo è di 14 mesi (prima 16); per i livelli 5, 4, 3S e 3 i tre periodi sono diventati tutti di 12 mesi ciascuno (come già era e come è stato confermato per i livelli 2S e 2), mentre fino ad oggi i primi due erano di 11 mesi e il terzo di 14 mesi. Prolungata da 2 a 3 mesi la durata del periodo di prova le assunzioni al livello 3 (art. 25). E prolungato altresì da 2 a 3 mesi continuativi (fatti salvi i casi di ragioni sostitutive) il periodo di assegnazione a mansioni superiori che dà diritto alla definitiva assegnazione a tali mansioni e al diritto del lavoratore al corrispondente trattamento (art. 28). Elevato da 32 a 42 ore il numero di ore di straordinario che il lavoratore può scegliere di far confluire nella banca ore, per poi essere fruite sotto forma di riposi compensativi. Con riferimento all’istituto della malattia, e nello specifico al periodo di comporto (che viene confermato “per sommatoria”, pari a 13 mesi nei 30 mesi precedenti), la nuova formulazione dell’art. 58 del CCNL, derivante dall’accordo, stabilisce che la durata massima del periodo di aspettativa non retribuita cui hanno diritto i lavoratori che abbiano avuto uno o più ricoveri ospedalieri protrattisi per lunghi periodi, o che siano stati sottoposti a terapie “salvavita”, è portata da 4 a 8 mesi. È stato previsto che l’interessato debba chiedere tale aspettativa all’azienda almeno 7 giorni prima rispetto al superamento del periodo di comporto. In tema di assistenza sanitaria integrativa (Fondo Sanimoda), inserita nel CCNL la previsione del contributo mensile a carico dell’azienda pari a 12 euro (per 12 mensilità) per lavoratore a tempo indeterminato o con contratto a termine di durata superiore a 12 mesi (per questi ultimi, l’obbligo di contribuzione decorre dal 13° mese). Infine, con riferimento alle procedure disciplinari, il nuovo art. 69 precisa che, tanto i 5 giorni che devono intercorrere tra la notificazione della contestazione dell’infrazione e l’applicazione del provvedimento disciplinare, quanto i 5 giorni che l’azienda è tenuta a concedere al lavoratore per le sue eventuali controdeduzioni o giustificazioni, prima di procedere all’applicazione della sanzione disciplinare, devono intendersi come giorni lavorativi. Contestualmente, è elevato da 10 a 15 giorni (sempre lavorativi) il termine da far decorrere dalla data di presentazione delle controdeduzioni, trascorso il quale in mancanza di applicazione della sanzione da parte dell’azienda, le stesse controdeduzioni devono ritenersi tacitamente accolte.

30 giugno 2021 / Alessandro MORI

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