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Draghi alla Camera: “La fiducia sta tornando. L’Italia tornerà a crescere”

Nell’Aula della Camera le comunicazioni del presidente del Consiglio Mario Draghi in vista del prossimo Consiglio europeo. Al termine si terrà un dibattito e verranno votate risoluzioni. Draghi terrà comunicazioni al Senato nel pomeriggio.

“La situazione economica europea e italiana è in forte miglioramento. Secondo le proiezioni della Commissione europea, nel 2021 e nel 2022 l’Italia crescerà rispettivamente del 4,2% e del 4,4%, come il resto dell’Ue.

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Pandemia e crescita economica

Molti degli indicatori che abbiamo a disposizione ci indicano che la ripresa probabilmente sarà ancora più sostenuta”, ha detto Draghi nell’informativa alla Camera. “La fiducia, insomma, sta tornando”, aggiunge.

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“Il nostro obiettivo è superare in maniera duratura e sostenibile i tassi di crescita anemici che l’Italia registrava prima della pandemia”. “Durante la pandemia – ha detto Draghi – abbiamo impiegato risorse ingenti per proteggere la capacità produttiva della nostra economia. Ora dobbiamo assicurarci che la domanda aggregata sia in grado di soddisfare questi livelli di offerta”.

“Ad oggi, nell’Unione Europea più di metà della popolazione adulta ha ricevuto almeno una dose di vaccino. In Italia la quota è quasi del 60% e circa il 30% della popolazione adulta ha completato l’intero ciclo di vaccinazione. I rischi legati alle varianti, e in particolare alla cosiddetta “variante Delta”, ci impongono di procedere nella campagna vaccinale con la massima intensità. Dobbiamo inoltre continuare a concentrarci sui soggetti più fragili, come i più anziani, che sono maggiormente a rischio di morte o di ospedalizzazione”.

Per favorire la crescita “è fondamentale mantenere a livello europeo una politica di bilancio espansiva nei prossimi mesi”.

“Raggiungere tassi di crescita notevolmente più alti di quelli degli ultimi decenni ci permetterà anche di ridurre il rapporto tra debito e prodotto interno lordo, che è aumentato di molto durante la pandemia. E ci consentirà di creare nuovi lavori, fondamentali per affrontare le transizioni, come quella digitale e quella ambientale”.

I rischi: pericolo inflazione

“In questo quadro economico positivo, permangono alcuni rischi. Il primo è proprio la situazione epidemiologica. Sebbene in forte miglioramento, questa deve essere monitorata con attenzione. In particolare, dobbiamo tenere sotto controllo l’emergere e il diffondersi di nuove e pericolose varianti, che possono rallentare il programma di riaperture e frenare consumi e investimenti”. “Il secondo potenziale pericolo è l’inflazione – spiega ancora Draghi -, che nell’area euro ha raggiunto il 2% a maggio dopo l’1,6% ad aprile. C’è largo consenso che, a oggi, questo aumento sia temporaneo perché legato a un recupero della domanda, a strozzature dell’offerta e a effetti contabili”. “L’inflazione cosiddetta “core”, che esclude le componenti più variabili come l’energia, rimane molto bassa nella zona euro, anche se è in crescita negli Stati Uniti. Dobbiamo mantenere alta l’attenzione affinché le aspettative di inflazione restino ancorate al target di medio termine – ha spiegato Draghi -. E dobbiamo monitorare il rischio di una divergenza tra l’economia della zona euro e quella statunitense, e le implicazioni che questa avrebbe per la politica monetaria della Bce e della Federal Reserve”. Poi ancora: “L’ultimo rischio riguarda la coesione sociale e la sostenibilità ambientale. Le fasi di ripresa dalle crisi recenti hanno spesso favorito solo alcune fasce della popolazione, penalizzando i meno abbienti, i più giovani e le donne. Non abbiamo prestato la dovuta attenzione alla crisi climatica, che colpisce soprattutto le aree più fragili del nostro Paese. Questa volta dobbiamo agire diversamente. Ad esempio, dobbiamo mettere in campo politiche attive del lavoro efficaci, per aiutare chi ha bisogno di formazione per trovare un nuovo impiego”.

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“Il Consiglio europeo discuterà di come garantire una crescita durevole e sostenibile, anche grazie alle risorse del Next Generation Eu”, ha aggiunto il premier.  “A livello europeo, è molto positivo che 24 dei 27 Piani dei Paesi membri siano già stati formalmente presentati e che la Commissione ne abbia già esaminati 10. L’erogazione dei fondi dipenderà dall’approvazione da parte del Consiglio, ed è importante che questo avvenga in modo rapido ed efficace”.

Il punto sulla pandemia

“Per quanto riguarda la pandemia, rispetto alle mie Comunicazioni alle Camere del 24 marzo, il quadro epidemiologico in Italia e in generale in Europa è molto migliorato. La scorsa settimana in tutta l’UE abbiamo registrato circa 90 mila casi e ci sono stati 2.600 decessi dovuti al Covid-19. Due mesi fa, i casi erano circa un milione a settimana e i decessi settimanali erano sei volte quelli attuali. Questo miglioramento è merito della campagna vaccinale che procede in modo spedito”.

“Per quanto riguarda il pass italiano, il 17 giugno è stato firmato il Dpcm che definisce le modalità di rilascio. È quindi operativa in Italia la piattaforma informatica di rilascio della certificazione, che facilita la partecipazione ad alcune tipologie di eventi e gli spostamenti tra regioni, in caso di peggioramento del quadro epidemiologico. Dal primo luglio, la certificazione sarà valida anche come certificato verde europeo, per poter viaggiare da e per i paesi dell’UE e dell’area Schengen”.

Il tema dei flussi migratori

“Un altro tema che ci riguarda da vicino è quello della gestione dei flussi migratori, che torna ad essere in agenda al Consiglio Europeo su precisa richiesta dell’Italia. Come ho dichiarato in passato, il Governo vuole gestire l’immigrazione in modo equilibrato, efficace e umano. Ma questa gestione non può essere soltanto italiana. Deve essere davvero europea. Occorre un impegno comune che serva a contenere i flussi di immigrazione illegali; a organizzare l’immigrazione legale; e aiutare questi paesi a stabilizzarsi e a ritrovare la pace”. “Al momento, però, una solidarietà obbligatoria verso i Paesi di primo arrivo attraverso la presa in carico dei salvati in mare rimane divisiva per i 27 Stati Membri. Serve un’alternativa di lungo periodo, per fare in modo che nessun Paese sia lasciato solo”, ha aggiunto ancora Draghi alla Camera. “Il Patto sulla Migrazione e l’Asilo proposto il 23 settembre del 2020 dalla Commissione Europea ha il merito di ricercare un cambio di prospettiva. Il negoziato sul Patto dimostra tuttavia che c’è ancora molto lavoro da fare, aggiunge il presidente del Consiglio. “Vogliamo che il Consiglio promuova un’azione più incisiva sui rimpatri, anche attraverso lo strumento dei rimpatri volontari assistiti, e che favorisca un impegno comune a sostegno dei corridoi umanitari: attualmente siamo protagonisti per i corridoi, ci sono pochissimi altri Paesi che li fanno e li fanno così bene”.

La politica estera

“Per quanto riguarda la politica estera, il Consiglio Europeo si occuperà prima di tutto dei rapporti tra Ue e Turchia. Nella sua riunione di marzo, il Consiglio aveva ricordato come sia di interesse strategico europeo avere una situazione di stabilità e sicurezza nel Mediterraneo Orientale e dunque collaborare con la Turchia”, ha spiegato ancora Draghi alla Camera. “Ribadiremo però la nostra preoccupazione per il rispetto dei diritti fondamentali in Turchia, come i diritti delle donne, i diritti civili e i diritti umani”, aggiunge.

“Oggi possiamo dirci ragionevolmente ottimisti per l’evoluzione della situazione europea. La campagna vaccinale ci sta permettendo di contenere in maniera efficace la pandemia. La ripresa economica procede rapida, e il programma Next Generation EU ci fa guardare con fiducia a una stagione di riforme e investimenti. Tuttavia, permangono diverse sfide, a partire dalla gestione della migrazione, che dobbiamo affrontare con attenzione per venire incontro alle richieste dei nostri cittadini. L’Unione Europea è la sede giusta per risolvere questi problemi, ma è importante che i nostri partner comprendano l’urgenza di trovare soluzioni rapide e condivise. Il vostro sostegno è determinante per portare avanti gli interessi italiani in Europa”.

La replica di Draghi alla Camera

“Vi ringrazio moltissimo per le parole di stima e apprezzamento e la fiducia che riponete nel mio ruolo nelle prossime discussioni del Consiglio Ue, posso solo augurarmi di non deluderla. Rampelli ha messo in dubbio la mia volontà e capacità di rappresentare gli interessi degli italiani, vorrei solo ricordarvi che ho concluso il mio discorso dicendo: ‘il vostro sostegno è determinante per portare avanti gli interessi italiani in Europa’”, ha detto il premier Mario Draghi nella replica alla Camera dopo il dibattito sul prossimo Consiglio europeo.

Sulla reitroduzione del patto di stabilità e crescita “non ci sono pericoli che possa essere ripresentato nella stessa forma di prima, io l’ho detto da 3 anni che le cose vanno cambiate. La discussione è solo all’inizio andrà avanti per tutto il 2022 e solo ad inizio 2023 si potrà avere una proposta condivisa da tutti”.

“In politica estera la posizione europea è sulle stesse linee atlantiste di impegno contro le dittature e autocrazie, ma è stata modulata in maniera diversa e questo è prevalso. Nei confronti di tutti i Paesi – ma soprattutto la scelta diventa più difficile verso chi viola i diritti umani – la posizione non può che essere quella di cooperazione per risolvere i problemi. Si pensi soltanto alla sfida del cambiamento climatico che non è affrontabile senza la Cina che pesa per quasi il 40% nelle emissioni, gli Stati Uniti più o meno per il 30%, nell’Ue per il 7%”. “Questo è il primo pezzo però noi siamo anche competitori, concorrenti, dobbiamo difendere i nostri interessi in un mondo che ci fa concorrenza, spesso sleale. Terzo punto è la franchezza nel difendere i diritti umani e denunciare le violazioni. Per usare una frase usata da Biden al G7: ‘il silenzio è complicità'”, ricorda.

“Siamo in un periodo in cui tutto di nuovo appare roseo, non illudiamoci: siamo preparati, lo sappiamo, abbiamo l’esperienza dell’anno scorso. La cooperazione degli enti locali è fondamentale per l’individuazione delle varianti e dei focolai”, ha detto ancora Draghi.

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“Bisogna trovare equilibro tra salute pubblica e libertà di movimento all’interno dell’Ue. Occorre sviluppare la capacità di sequenziare, ma la priorità è individuazione dei focolai, dobbiamo essere pronti, non smantellare l’apparato che abbiamo costruito”.

“Occorre continuare con le vaccinazioni: oggi la sfida è cercare tutti coloro che hanno più di cinquanta anni, cercarli nei posti più difficili, cercare di convincerli se sono contrari. Sono i futuri – e anche i presenti – fragili”.

“La fiducia che c’è ora non è gratis e occorre meritarsela e continuare a meritarsela”.

“Entro luglio il ministro delle Infrastrutture porterà alla conferenza Stato-regioni le prime proposte per l’utilizzo dei fondi del Recovery e del fondo extra per trasporti e infrastrutture”, ha annunciato il premier.

“Ora lo sappiamo, l’abbiamo già visto. La collaborazione con le Regioni è fondamentale per individuare le varianti. Ora tutto deve essere mobilitato, è il momento per costruire la riapertura delle scuole, organizzare i trasporti. L’anno scorso sono stati stanziati fondi ingenti ma ci siamo ritrovati a dover decidere che i mezzi pubblici potessero essere pieni solo al 50% e questo non ha aiutato la riapertura delle scuole. Speriamo di avere imparato queste cose e di farle bene”, ha detto il premier nella replica alla Camera.

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