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Bonus prima casa: niente tasse e mutuo anche senza garanzie!

Il DL Sostegni bis ha deciso di concentrare alcune risorse nella costruzione di un bonus prima casa rivolto ai giovani, il quale comprende una quantità di agevolazioni.

In primo luogo, i cittadini che non abbiano ancora compiuto 36 anni di età e intendano acquistare una prima casa godranno dell’esenzione da tutte le imposte.

Il Decreto ha poi finanziato ulteriormente il Fondo di garanzia per i mutui prima casa Consap, con cui sarà possibile per gli under 36 avere lo Stato come garante dell’80% dell’importo del mutuo casa.

Se queste sono le agevolazioni per chi ancora non è proprietario di un immobile, ma vuole acquistarne uno, il DL Sostegni bis ha previsto anche misure ad aiuto di chi ha già stipulato un mutuo. È Infatti possibile beneficiare di una sospensione dal pagamento delle rate del mutuo 2021, per i cittadini in possesso di alcuni requisiti. 

Finanziamenti – Agevolazioni

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Infine, mettendo da parte le novità, la normativa italiana prevede una serie di benefici per quanti vogliono acquistare un immobile per la prima volta e non sono in possesso dei requisiti anagrafici per avere il bonus prima casa. Questo insieme di agevolazioni va dalla possibilità di detrarre dall’IRPEF parte delle spese del mutuo, fino a uno sconto parziale sulle imposte da pagare.

Con il bonus prima casa giovani non si pagano imposte

Come abbiamo detto gli incentivi, offerti ai giovani sotto i 36 anni che vogliono acquistare immobili, sono molti. I beneficiari del bonus prima casa avranno infatti diritto ad ottenere l’azzeramento totale dell’imposta di registro, catastale e ipotecaria.

Se l’abitazione viene acquistata da un’impresa privata che è tenuta all’applicazione dell’IVA, anche questa sarà eliminata con il bonus prima casa.

Per ottenere l’agevolazione sono necessari due requisiti, uno che riguarda l’immobile e l’altro il futuro proprietario. 

In primo luogo il proprietario non deve avere compiuto 36 anni di età, poi l’immobile deve essere una “prima casa” nella categoria catastale A, da cui sono esclusi gli edifici in categoria A/1, A/8 e A/9, con cui si indicano le dimore di lusso.

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Per approfondimenti sulla normativa delle agevolazioni prima casa giovani, basta verificare l’articolo 28 del testo del DL Sostegni bis, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 25 maggio di quest’anno.

L’Avv. Angelo Greco nel suo video YouTube illustra come richiedere il bonus prima casa nel caso di due coniugi:

Mutuo prima casa con lo Stato che fa da garante!

Il nuovo Decreto ministeriale ha anche previsto un aiuto ai giovani che vogliono comprare la loro prima casa stipulando un mutuo, ma hanno difficoltà con le garanzie. 

Il DL Sostegni bis ha infatti stanziato nuovo fondi a favore del Fondo per i mutui prima casa Consap e ha stabilito che i cittadini, che non abbiamo ancora compiuto 36 anni e che acquistano un immobile come prima casa, abbiano un garanzia statale per il mutuo che copre l’80% del prezzo di listino dell’immobile, ma entro il limite massimo di 250.000 euro. 

Chi è interessato a questo beneficio dovrà solo versare il 20% di anticipo e poi sarà il governo a fare per lui da garante.

In un primo momento era stato proposto che il fondo offrisse una copertura statale pari al 100% del valore dell’immobile. Tuttavia, al momento delle votazioni si è scelto, per motivi di bilancio, di ridurre l’incentivo, che quindi ora copre l’80% del prezzo.

A differenza del bonus prima casa però, per ottenere la garanzia statale è necessario avere due requisiti: uno anagrafico e uno di reddito, cioè essere sotto i 36 anni e avere un ISEE massimo annuale di 40.000 euro.

Quali documenti presentare per stipulare il mutuo casa?

Quanti acquistano una prima volta un immobile stipulando un mutuo casa sono spesso dubbiosi sul tipo di documentazione che sarà richiesta dalla Banca, cerchiamo perciò di fare un po’ di chiarezza su questo tema.

Diciamo che i documenti da presentare si dividono in tre grandi gruppi. Primo, i documenti personali, cioè codice fiscale e documento di identità valido, come carta di identità o passaporto, insieme agli atti di matrimonio o divorzio e separazione.

Il secondo gruppo di certificati sarà utile ad attestare la situazione economica del richiedente. Se il futuro proprietario dell’immobile è un lavoratore dipendente, allora la banca chiederà di presentare due buste paga più recenti e il modello 730.

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Nel caso a richiedere il mutuo sia un lavoratore autonomo allora la documentazione sopra indicata va sostituita con i modelli Redditi PF e F24.

Il terzo gruppo di documenti riguarda invece le certificazioni relative all’abitazione, cioè la proposta di acquisto, il preliminare, la planimetria catastale, e nel caso si tratti di un mutuo per un immobile di nuova costruzione, è utile anche la concessione edilizia.

Che cos’è una “prima casa” e quali requisiti servono per le agevolazioni

Per godere del bonus prima casa, o anche solo delle agevolazioni aperte a tutti, si è detto spesso che è necessario che l’abitazione sia una prima casa. Eppure a volte cosa definisce in questo modo un immobile può essere oggetto di confusione, chiariamo perciò prima di tutto che cos’è una “prima casa”.

Perché si possa godere di tutti i bonus e gli incentivi dedicati alle prime abitazioni ci sono alcuni requisiti che riguardano il proprietario e altri l’immobile.

Come si è detto, l’immobile deve essere nella categoria catastale A, ma sono sempre escluse le dimore di lusso che appartengono ad A/1, A/8, A/9. Possono però godere delle agevolazioni le strutture collegate all’abitazione principale nella categoria catastale C/2, C/6 e C/7.

Poi, lo stesso immobile deve essere situato nel comune di residenza del futuro proprietario o dove egli lavora, sono ammesse anche attività non lavorative come lo studio. Se non si è in grado di soddisfare questo ultimo requisito allora è necessario trasferire presso la nuova abitazione la propria residenza, al massimo entro 18 mesi, altrimenti si sarà esclusi dai benefici.

Infine, ancora un requisito che riguarda i futuri proprietari, i quali per godere degli incentivi sull’acquisto di una prima casa devono impegnarsi a non vendere l’abitazione per 5 anni, a meno che non me comprino un’altra al suo posto.

Prima casa, detrazione Irpef del mutuo e sconto sulle imposte

Stabilito che cos’è una prima casa e quali sono le novità 2021 in fatto di bonus prima casa, portate dal DL Sostegni bis, passiamo a vedere quali agevolazioni lo stato offre a tutti i cittadini senza distinzioni di età.

In primo luogo, vi è la possibilità per chi ha stipulato un mutuo prima casa di inserire le spese nella dichiarazione dei redditi e avere il 19% di detrazione Irpef.

Si passa poi ad una serie di agevolazioni che consistono in sconto sulle imposte da pagare per l’acquisto.

Se la prima casa è acquista da un un privato non soggetto ad Iva, per cui non dovrete pagare quest’ultima, allora avrete uno sconto sull’imposta di registro. Questa tassa in genere è pari al 9% del valore dell’immobile, mentre con l’agevolazione sarà calcolata solo al 2%. In questo scenario le imposte catastali e ipotecarie costeranno ognuna 50 euro.

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Nell’altra opzione, cioè se la prima casa sia comprata da un’impresa privata che deve applicare l’Iva, anche per questa ci sarà un agevolazione e al posto dell’aliquota al 10% sarà applicata quella al 4%. Per quanto riguarda imposta di registro, imposta catastale e ipotecaria, il prezzo in questo caso è di 200 euro per ognuna di esse.

Mutuo sospeso nel 2021 per i cittadini in difficoltà 

Se questi sono tutti i bonus di cui può godere chi ha intenzione di acquistare una prima casa, il DL Sostegni bis ha però anche introdotto delle misure di aiuto per quei cittadini che stanno già pagando un mutuo e che hanno subito un peggioramento delle condizioni economiche.

È infatti previsto che in possesso di preciso requisiti si possa godere di una sospensione delle rate da pagare per il mutuo, relative all’anno 2021. 

Nel dettaglio possono godere del mutuo sospeso i lavoratori che:

  • hanno perso il lavoro a causa della crisi pandemica;
  • hanno ridotto la loro attività lavorativa, dove tale riduzione deve essere di almeno 30 giorni consecutivi e pari almeno al 20% delle ore totali di lavoro;
  • hanno visto una sospensione dell’attività lavorativa per almeno 30 giorni di seguito;
  • sono divenuti invalidi almeno per l’80%;
  • le Partite Iva in grado di dimostrare, a seguito della pandemia, un calo di fatturato almeno del 33%.

Tutti i soggetti in queste categorie possono richiedere la sospensione del mutuo, che non avverrà in automatico, ma solo se hanno maturato questi requisiti almeno nell’ultimo triennio. Se si tratta di un mutuo cointestato non è necessario che entrambi posseggano i requisiti, è sufficiente uno solo dei titolari.

Possono inoltre richiedere questa agevolazioni anche quelli che hanno usufruito dei precedenti provvedimenti di sospensione del mutuo per un massimo di 18 mesi, ma che dopo di ciò abbiano versato almeno tre rate mensili. Il mutuo però deve avere un importo massimo di 400.000 euro.

Per avere la sospensione dovrete chiedere alla vostra banca i moduli Consap riempirli e consegnarglieli, poiché, come si è detto, la sospensione del mutuo non sarà automatica.

Quanto impegna la sospensione del mutuo ad essere attiva?

La sospensione del mutuo è un provvedimento reso possibile per il 2021 dal nuovo finanziamento erogato dal DL Sostegni bis a favore del Fondo Consap per la sospensione dei mutui, anche conosciuto come il Fondo Gasparrini.

Cerchiamo di vedere come avviene e quanto tempo richiede il provvedimento per essere applicato ai beneficiari, cioè quanto impiega il mutuo ad essere sospeso davvero.

Una volta consegnati i moduli Consap di richiesta di sospensione alla banca, questa dovrà processare e inoltrare la vostra richiesta alla Consap. La Consap dal canto sua una volta ricevuta la modulistica prenderà la sua decisione, se accettare o meno la domanda, in 15 giorni e la comunicherà alla vostra banca. La banca vi notificherà se la richiesta è stata accettata nell’arco di 5 giorni. Dopodiché ci vorranno altri 30 giorni perché la sospensione entri in vigore.

Per farla breve, una volta fatta richiesta ci vorranno circa un paio di mesi perché il mutuo sia sospeso davvero.

Collaboratrice di Redazione, classe 1984.
Ho una laurea Filologia Classica e ho conseguito un dottorato in Storia Antica, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi sull’opera frammentaria di Asclepiade di Tragilo. Sono autrice di pubblicazioni scientifiche sul mondo classico e coeditrice di due volumi accademici internazionali. Dal 2015, mi sono trasferita in Inghilterra dove ho lavorato come copywriter freelance e come croupier al casinò.
Il mio motto è? “Naples is the flower of paradise. The last adventure of my life”.

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