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Come funziona la marca da bollo virtuale per le fatture?

Lo scorso 29 dicembre, con un Provvedimento, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello di dichiarazione dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale, e ha fornito le relative istruzioni e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica. Inoltre, ha definito le modalità di esercizio dell’opzione per il pagamento, sempre in modo virtuale, dell’imposta di bollo per gli assegni circolari.

Ma quando si rende necessario applicare l’imposta di bollo su di una fattura (o una ricevuta fiscale)? I casi sono quattro, e tutti prevedono l’apposizione di una marca da bollo da 2 euro in caso di importi superiori ai 77.47 euro:

  • Fuori campo IVA: è il caso delle fatture emesse dai professionisti che operano nel regime forfettario o nel regime dei minimi
  • Esenti IVA
  • Escluse da IVA
  • Non imponibili ai fini IVA

In tutti questi casi, è possibile acquistare la marca da bollo in modo tradizionale (recandosi quindi da un tabaccaio, e apponendola sulla fattura) oppure in modo virtuale. Ed è, quest’ultima, una soluzione molto comoda soprattutto per chi, in possesso di Partita IVA, emette molte fatture l’anno.

Ma come si fa, in caso si volesse procedere con la marca da bollo virtuale? In questo caso, non sarà più necessario acquistare la singola marca da bollo, ma basterà presentare una dichiarazione telematica entro il 31 gennaio di ciascun anno, utilizzando i servizi dell’Agenzia delle Entrate in prima persona o facendosi aiutare un intermediario abilitato (come il proprio commercialista). In tale Dichiarazione, si andrà a riepilogare il numero di documenti soggetti a marca da bollo emessi nell’anno precedente. Due sono le sezioni di cui la Dichiarazione è composta: nella prima è necessario inserire i propri dati, i dati del rappresentante che firma la dichiarazione e del soggetto che si impegna alla presentazione telematica e i dati generali, con l’autorizzazione all’assolvimento dell’imposta di bollo in modo virtuale; nella seconda parte, bisogna compilare il quadro A se ci si riferisce a documenti e atti soggetti a imposta fissa, o il quadro B in caso siano soggetti invece a imposta proporzionale.

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Una volta effettuati i dovuti controlli, l’Agenzia delle Entrate provvede poi a liquidare in maniera definitiva a consuntivo l’imposta dovuta per l’anno precedente, e liquidare in maniera provvisoria l’imposta per l’anno in corso. Il contribuente riceve quindi un avviso di liquidazione dell’imposta di bollo dovuta, e andrà a pagare il totale con cadenza bimestrale (28 febbraio, 30 aprile, 30 giugno, 31 agosto, 31 ottobre e 31 dicembre).

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