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Quattordicesima in arrivo per 10 milioni di italiani; un terzo andrà per le vacanze

Sono circa 6,8 miliardi di euro. È a quanto ammonta la cifra totale che 7,5 milioni di italiani riceveranno in busta paga tra oggi e l’inizio di luglio con la quattordicesima mensilità dello stipendio. Come saranno spesi questi soldi? Soprattutto in consumi e in particolare per pagare le vacanze, anche se molti lavoratori useranno questo tesoretto anche per saldare le spese obbligate. È quanto emerge dalle elaborazioni di Confesercenti sulla base di un sondaggio condotto da Swg.

Due miliardi per le vacanze

Alle vacanze, personali o della famiglia, verrà dovrebbero andare circa 2 miliardi di euro, quasi un terzo (29%) del totale delle quattordicesime. I conti rimasti in sospeso (tra arretrati con il fisco, bollette, bolli e multe scadute) assorbiranno oltre 1,4 miliardi (21%). Di questi, in particolare, circa 531 milioni (circa l’8% del totale della mensilità aggiuntiva) andranno a coprire i debiti con il fisco, mentre 903 milioni (13%) serviranno per debiti personali, bollette, bolli e multe scadute. È importante anche il peso di mutui e finanziamenti – evidenzia l’analisi – per pagare i quali gli italiani useranno il 16% – oltre 1 miliardo di euro – delle proprie quattordicesime.

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Per i saldi 600 milioni

Chi attende la quattordicesima ha già messo in conto anche di riservare una quota del proprio tesoretto per fare un po’ di shopping non appena scatteranno i saldi estivi di inizio luglio, occasione per la quale metteranno da parte 690 milioni di euro, il 10% del totale. Una percentuale appena superiore a quella che verrà destinata alle spese sanitarie (637 milioni, pari al 9% del totale), mentre le restanti voci di spesa assorbirebbero il 10%. Alla fine resterà ben poco da mettere sotto il materasso: la quota che si pensa di mettere da parte come risparmio o da destinare a investimenti è stimata infatti in circa 319 milioni di euro, pari al 5%.

La 14esima ai pensionati

La quattordicesima mensilità spetta ai pensionati con un assegno mensile inferiore ai mille euro, che in Italia sono circa 3 milioni. Il numero è stato calcolato dal Patronato Inac e dall’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, che ricordano la circolare Inps del 24 giugno in cui si comunica che, unitamente alla rata di luglio 2021, sarà corrisposta agli aventi diritto la somma aggiuntiva. Si tratta di un beneficio che spetta ai pensionati Inps della gestione privata e della gestione spettacolo e sport e ai pensionati della gestione pubblica con un’età pari o superiore a 64 anni in presenza di determinati requisiti reddituali, e con un importo variabile a seconda della contribuzione con la quale è stata liquidata la pensione. Ai pensionati al minimo, che già la prendevano in base alla legge n.127 del 2007, sarà confermata la quattordicesima con un incremento che va dai 437 ai 655 euro.

Consumi ai livelli pre-pandemia

«L’arrivo della quattordicesima potrebbe dare una spinta in più alla spesa delle famiglie», spiega Confesercenti. «Se si considera anche l’aumento del risparmio da parte dei lavoratori non investiti direttamente dalla crisi pandemica, le condizioni per una stagione estiva di ripresa dei consumi domestici ai livelli pre-pandemici ci sono. Consumi fondamentali in un’estate che, purtroppo, sarà caratterizzata ancora dalla mancanza del turismo estero, e della spesa generata da questo sul territorio», osserva l’associazione. Ci sono però alcune variabili, che «potrebbero impedire che l’aumento di disponibilità si concretizzi in un incremento reale della spesa delle famiglie», a partire dalle «eventuali nuove restrizioni», fa notare Confesercenti. «Spetta al governo – conclude l’associazione – in questa delicata fase di transizione, favorire la normalizzazione dei consumi, sia con un rinvigorito piano vaccinale, sia con scelte di politiche del lavoro e fiscali, e restituire la piena fiducia a imprese e famiglia: la strada intrapresa è quella giusta».

Risorse insufficienti

Non la pensa così la Anp-Cia. «Nonostante la buona notizia – spiega il presidente nazionale di Anp-Cia, Alessandro Del Carlo – si tratta di risorse del tutto insufficienti per far fronte alle più elementari esigenze della vita quotidiana. L’istituzione della quattordicesima fu motivata da ragioni emergenziali: dare sollievo alle categorie che, più di altre, avevano sofferto il peso della crisi economica. Ma l’emergenza sociale è ancora in atto, per di più acuita da un anno e mezzo di pandemia». Da qui la richiesta di aumento della quattordicesima. «Dopo l’estensione del beneficio fino al doppio del trattamento minimo, oggi 1.030 euro, e l’aumento del 30% per le pensioni più basse con la legge di Bilancio del 2017 – aggiunge il presidente dell’Inac, Antonio Barile – insistiamo affinché la quattordicesima sia estesa fino a tre volte il trattamento minimo (1.520 euro al mese) e i minimi di pensione siano portati, almeno, a quanto previsto dalla Carta Sociale Europea (40% del reddito medio nazionale, cioè almeno 780 euro)».

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